Testimonianza di Paola, da Portofranco Chiavari

Giovedì 22 ottobre Portofranco Chiavari ha fatto l’incontro di inizio anno con tutti i volontari che hanno affollato l’aula dove risiede l’associazione.

A iniziare l’incontro è stata la lettura di una email che ha scritto Paola, da poco andata in cielo, che è stata una sociafondatrice di Portofranco Chiavari. In questa email Paola lascia scritto: “L’altro giorno, parlando con uno di voi, mi sono resa conto del fatto che alcuni non abbiano ancora capito che Portofranco è per chi lo fa. Il punto è amare quello che si fa e le persone con cui e per cui lo si fa senza necessariamente attendere un esito. Così si vive il lavoro presente con fiducia e anche il rapporto con gli studenti può crescere nella serenità, senza essere inquinato dalla pretesa.”

Giacomo, presidente dell’Associazione, ha letto la lettera e ha sottolineato che questo è come il testamento spirituale che Paola consegna ad ogni volontario di Portofranco Chiavari. E l’assemblea che ne è seguita è stata la testimonianza che quello indicato da Paola è lo spirito di cui vive Portofranco Chiavari.

Due infatti sono state le sottolineature dei diversi e ricchi interventi.

La prima è che uno fa Portofranco per sè e senza pretese: condividendo il bisogno dei ragazzi cresce la propria umanità, questo è il segreto e il fascino dell’esperienza di portofranco. La seconda sottolineatura è stata quella dell’amicizia che nasce a Portofranco tra ragazzi e adulti, un’amicizia che rende ognuno protagonista della sua vita. In conclusione si è aperta una domanda molto importante nel cammino di Portofranco, la domanda che si accenda nei ragazzi il desiderio di conoscenza. Questa è una sfida aperta molto importante in questa era dell’intelligenza artificiale, la sfida a ritrovare la passione per la conoscenza che dentro l’esperienza di Portofranco accade sempre per un’affezione. Qui si è toccata di nuovo l’origine dell’esperienza di Portofranco, una gratuità che muove la libertà verso orizzonti infiniti.