Dall’esperienza al metodo: vent’anni di Portofranco a Perugia

Gratuità, libertà nella relazione educativa: aiutare i ragazzi nello studio significa accompagnarli nella crescita e aiutarli a trovare la propria strada.

Venerdì 9 ottobre, nell’Aula Capitini dell’Università per Stranieri di Perugia, Portofranco Umbria ha celebrato i suoi vent’anni di attività con l’incontro “Dall’esperienza al metodo: il percorso educativo di Portofranco”. Non una semplice ricorrenza, ma un momento di confronto pubblico sull’esperienza dei Centri di Aiuto allo Studio.

Ad aprire l’incontro è stato il Presidente Maurizio Brizioli, che ha ricordato le origini del Centro, nato nel febbraio 2006 dall’iniziativa di un gruppo di insegnanti desiderosi di rispondere alle difficoltà scolastiche dei propri studenti. Da allora, l’esperienza è cresciuta grazie alla passione di tanti volontari: nell’ultimo anno scolastico oltre 250 studenti delle scuole medie e superiori sono stati accompagnati da più di 60 volontari.

Il riconoscimento delle istituzioni

Sono seguiti i saluti dei rappresentanti delle istituzioni presenti all’incontro a partire del Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia Valerio De Cesaris. Dando il benvenuto ai partecipanti il Rettore ha sottolineano l’interesse dell’esperienza educativa di Portofranco anche per il mondo universitario L’incontro si è svolto in un luogo che, come ha ricordato, ha una storia profondamente legata alla formazione, al dialogo e all’apertura.

Bianca Maria Tagliaferri, vicepresidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria, ha definito i vent’anni di Portofranco «un seme che germoglia» e, raccontando la propria visita al Centro, ha ricordato l’immagine dei ragazzi impegnati nello studio insieme ai volontari, in un clima di condivisione e attenzione. «Noi non dobbiamo farli perdere, noi li dobbiamo veramente accompagnare in ogni modo», ha affermato, augurando a Portofranco di proseguire il proprio cammino.

Anche Francesca Pasquino, consigliera della Provincia di Perugia con delega all’edilizia e alla programmazione scolastica, ha riconosciuto il valore dell’esperienza, definendola non soltanto un percorso, ma una vera e propria «storia educativa». «Il metodo non è soltanto il metodo dell’educazione scolastica, ma è anche e soprattutto, credo, il metodo dell’ascolto», ha osservato. Un ascolto che permette ai ragazzi di riconoscere e sviluppare il proprio potenziale e di trovare sostegno nel perseguire i propri sogni. La sfida, ha auspicato, è che questo metodo possa continuare a vivere non solo nei Centri Portofranco, ma anche nelle aule delle scuole.

Per Francesca Tizzi, assessora all’Istruzione del Comune di Perugia, i vent’anni di attività di Portofranco hanno costruito nel tempo qualcosa di prezioso: la fiducia. «Si parte da un compito, però poi si crea un rapporto fiduciario», ha ricordato, spiegando come l’aiuto nello studio possa diventare un’occasione per acquisire sicurezza e affrontare con maggiore consapevolezza il mondo. Un riconoscimento particolare è andato al carattere volontario dell’impegno di Portofranco e all’attenzione con cui i suoi volontari accompagnano ogni ragazzo.

Infine, Monsignor Ivan Maffeis, vescovo della Diocesi di Perugia -Città della Pieve, ha voluto soprattutto esprimere la propria vicinanza: «Io sono qui semplicemente per dire grazie». Un ringraziamento accompagnato da parole di amicizia e stima per chi mette a disposizione tempo ed energie per i giovani. Gli adulti, ha ricordato, possono lasciare nei ragazzi un’impronta significativa: per questo è importante saper offrire disponibilità e condividere con loro un tratto di strada.

Le storie dei ragazzi raccontano il valore dell’esperienza

Particolarmente significative sono state le testimonianze di Irene e Alessia, che hanno raccontato due modi diversi di vivere Portofranco.

Irene, arrivata in Italia senza conoscere la lingua, ha trovato nel Centro un aiuto concreto per affrontare le difficoltà scolastiche e inserirsi nel nuovo contesto. Grazie anche al sostegno ricevuto, ha concluso con soddisfazione il percorso delle scuole superiori e oggi coltiva il sogno di diventare medico. La sua esperienza si è conclusa con un ringraziamento semplice e profondo: «Vi ringrazio di avere creduto in me».

Alessia, studentessa universitaria, ha svolto a Portofranco il proprio tirocinio, mettendo le sue conoscenze a disposizione dei ragazzi. L’esperienza le ha permesso non solo di contribuire al loro percorso, ma anche di scoprire una possibile vocazione all’insegnamento. Terminato il tirocinio, ha scelto di continuare a offrire volontariamente il proprio aiuto.

Le loro parole mostrano come Portofranco sia un luogo in cui non si cresce soltanto attraverso lo studio: anche chi accompagna i ragazzi può scoprire nuove capacità, maturare scelte e trovare nuove motivazioni.

Un aiuto che va oltre lo studio

Il momento centrale del convegno è stato l’intervento del professor Marcello Tempesta, docente di Pedagogia Generale e Sociale all’Università del Salento, che ha presentato i risultati della ricerca “Efficacia ed elementi di valore dell’attività dei Centri di aiuto allo studio aderenti alla rete della Fondazione Portofranco ETS”, realizzata per la Fondazione per la Sussidiarietà.

La ricerca ha approfondito le ragioni dell’efficacia dei Centri Portofranco, mettendo in luce alcuni elementi fondamentali: l’attenzione alla persona, il rapporto educativo individuale, la dimensione comunitaria e la capacità di valorizzare la storia e le esigenze di ogni studente.

Due parole ne rappresentano il cuore: gratuità e libertà. La gratuità non è soltanto l’assenza di un costo, ma il desiderio di fare il bene dell’altro senza condizioni; la libertà significa accogliere il ragazzo e rispettarne l’iniziativa, aiutandolo a diventare protagonista del proprio percorso.

In questo contesto, anche un appuntamento di studio può trasformarsi in un’occasione di fiducia, motivazione e crescita. La relazione con un adulto disponibile e appassionato aiuta lo studente a riscoprire le proprie capacità, ad affrontare le difficoltà e a guardare con maggiore fiducia al futuro.

La ricerca ha evidenziato anche la necessità di rafforzare la continuità del lavoro educativo e il confronto tra volontari, affinché l’esperienza possa sviluppare ulteriormente il proprio valore.

Una rete per continuare a crescere

Nel corso dell’incontro, Emmanuele Forlani, presidente della Fondazione Portofranco ETS, e Alberto Bonfanti, Presidente di Portofranco Milano, tra i protagonisti della nascita e dello sviluppo dell’esperienza milanese, hanno sottolineato l’attualità di Portofranco in una società segnata da solitudine e individualismo, sottolineando come il valore dei Centri non solo per la lotta alla dispersione scolastica ma anche come luoghi di amicizia a 360 gradi tra ragazzi e ragazzi di ogni estrazione sociale e provenienza.

In particolare Forlani ha sottolineato come La Fondazione sia nata anche per sostenere i singoli Centri, favorire la condivisione delle esperienze e custodire l’identità educativa che li accomuna, valorizzando al tempo stesso le caratteristiche e le risorse di ogni territorio.

Dopo vent’anni, il cuore di Portofranco rimane lo stesso: incontrare ogni ragazzo a partire dal suo bisogno concreto, senza pregiudizi, e aiutarlo a trovare la propria strada. Perché sostenere uno studente non significa soltanto aiutarlo a superare una difficoltà scolastica, ma offrirgli una relazione e un luogo in cui possa riscoprire il proprio valore e le proprie possibilità.

Un percorso reso possibile dalla passione e dalla disponibilità di tanti volontari, che ogni giorno scelgono di mettere tempo, competenze ed esperienza al servizio dei giovani.