Venerdì 16 ottobre Portofranco Abbiategrasso ha ripreso ufficialmente la sua attività per l’anno scolastico 2026-2027 incontrando Alberto Bonfanti, presidente di Portofranco Milano e soprattutto uno degli iniziatori di Portofranco assieme a don Giorgio Pontiggia a cui si deve l’idea di creare questo luogo in cui condividere il bisogno degli studenti in difficoltà nello studio.
Bonfanti ha raccontato gli inizi di Portofranco che nasce nel 2000. “Un sacerdote – ha ricordato Bonfanti – voleva aprire una discoteca in oratorio e questo ha scatenato un’accesa discussione con don Giorgio il quale sosteneva che non si doveva pensare a come far divertire i giovani, ma bisognava affrontare i loro bisogni. Era importante lo studio, un bisogno vero e nel bisogno emerge la persona.
Vi era un forte disagio sociale, la dispersione scolastica era alta. Bisognava incontrare i ragazzi nei loro bisogni e quello dello studio è fondamentale. Così nasce Portofranco, condividendo il bisogno dello studio, e in questo si incontra l’altro, la persona che ha bisogno.
A Portofranco è evidente che si studia per una preferenza. “Dopo aver raccontato dell’inizio Bonfanti ha detto che il segno distintivo di Portofranco è la gratuità: ogni volontario aiuta in modo gratuito i ragazzi e le ragazze che liberamente scelgono di farsi aiutare. Così gratuità e libertà si uniscono e creano un luogo in cui sia il volontario sia lo studente crescono in umanità. Qui sta il fascino di questa esperienza che tutti ricevono qualcosa in più in umanità sia chi aiuta sia chi è aiutato.
Così Portofranco è un luogo di relazioni tra diverse generazioni, un luogo di amicizia a testimonianza che è decisivo per imparare a studiare uno sguardo. Del resto la caratteristica di Portofranco è il rapporto uno ad uno, ogni ragazzo o ragazza è aiutato da un volontario che ha uno sguardo per lui o per lei, un’affezione , una preferenza che muove a conoscere.
Bonfanti ha sottolineato che a Portofranco ci si dà totalmente a chi ha bisogno senza nessuna pretesa perché l’altro è un mistero e la sua libertà del tutto sua e imprevedibile così che non si vogliono risposte predeterminate ma ci si meraviglia e si sta alla mossa dell’altro qualunque essa sia.
Molto importante è stata la sottolineatura che Bonfanti ha fatto sulla creatività come dimensione che rende l’esperienza che si vive a Portofranco continuamente capace di stare alle sfide del tempo. “A Portofranco – ha detto Bonfanti – è decisiva la gratuità: non c’è cosa che fa crescere l’uomo che incontrare l’altro uomo. Gratuità significa che noi doniamo nel tempo ma donando riceviamo tanto. Oggi siamo fedeli a questa origine ma non ripetitivi. Una cosa diventa ripetitiva quando si è persa l’origine…. la gratuità non rende ripetitivi ma creativi. Creativi significa creare tutti gli strumenti per poter interloquire con il mondo.” E questo è Portofranco oggi, un luogo in cui vivendo la gratuità originale si sta di fronte ai ragazzi e alle ragazze di oggi, al modo con cui avvertono il bisogno di felicità.
Portofranco Abbiategrasso ha così ripreso la sua attività di compagnia agli studenti che hanno bisogno. Ogni giorno, dal lunedì al venerdì, nei locali dell’Annunciata di Abbiategrasso in via Pontida 22 vi sono volontari che aiutano studenti nello studio. È il bello di un volontariato che aiutando gli altri fa crescere l’umanità di chi offre gratuitamente il suo aiuto. All’incontro con Alberto Bonfanti è seguito un apericena in cui i volontari gustando cibo e bevande preparate con grande cura hanno continuato l’incontro incontrandosi tra di loro, sottolineando nel dialogo spontaneo quello che li aveva colpiti.
Gianni Mereghetti, Portofranco Abbiategrasso